Fecondazione assistita

Test di fertilità in Italia: guida completa 2026 per donna e uomo

Una guida chiara per capire quando fare i test di fertilità, quali esami scegliere e come interpretare i risultati per pianificare il proprio futuro riproduttivo

January 19, 2026
Gianalfredo Franzoni
Ginecologo – Specialista in Medicina della Riproduzione
5 min

Ti chiedi se potresti avere problemi di fertilità ma non sai da dove iniziare? Stai cercando di avere un bambino da più di 6-12 mesi senza successo? Questa situazione è più comune di quanto pensi: in Italia, infatti, il 15% delle coppie affronta difficoltà nel concepimento.

La buona notizia è che, nella maggior parte dei casi, test di fertilità mirati possono identificare le cause e indirizzarti verso la soluzione più appropriata. Comprendere la propria salute riproduttiva è il primo passo fondamentale per prendere decisioni consapevoli.

In questa guida scoprirai quali test di fertilità effettuare sia per la donna che per l'uomo, quando è il momento giusto per farli, quanto costano realmente, come interpretare i risultati e cosa fare se emerge un problema. Partiamo dalle basi per comprendere quando e perché è importante valutare la propria fertilità.

Quando fare i test di fertilità: individuare il momento giusto

In medicina, l'infertilità viene definita come l'assenza di gravidanza dopo 12 mesi di rapporti sessuali regolari non protetti. Per le donne sopra i 35 anni, questo periodo si riduce a 6 mesi, poiché la fertilità diminuisce naturalmente e in modo significativo con l'età.

Dovresti considerare seriamente di effettuare test di fertilità se hai meno di 35 anni e stai provando a concepire da oltre 12 mesi senza successo. Se hai più di 35 anni, è consigliabile procedere con gli accertamenti già dopo 6 mesi di tentativi infruttuosi. Anche in presenza di cicli mestruali irregolari o molto dolorosi vale la pena approfondire, così come se hai una storia clinica di endometriosi, sindrome dell'ovaio policistico o infezioni pelviche pregresse. Per gli uomini, problemi testicolari passati o interventi chirurgici nell'area genitale possono giustificare una valutazione anche in assenza di tentativi prolungati di concepimento.

È importante sottolineare che sempre più persone scelgono di valutare la propria fertilità in modo preventivo, anche senza essere attivamente alla ricerca di una gravidanza. Questo approccio proattivo permette di avere consapevolezza della propria salute riproduttiva e di pianificare il futuro con maggiori informazioni. Se stai considerando di posticipare la maternità o la paternità, conoscere la tua situazione può aiutarti a valutare opzioni come il social freezing.

Un dato preoccupante riguarda i tempi di reazione: in Italia passa in media 13 mesi tra il sospetto di infertilità e la prima visita specialistica. Questo rappresenta tempo prezioso che potrebbe essere utilizzato per diagnosi e trattamenti tempestivi. Non aspettare troppo prima di cercare risposte.

Test di fertilità femminile: valutazione completa della salute riproduttiva

Molte donne pensano che avere cicli mestruali regolari e controlli ginecologici nella norma significhi automaticamente fertilità ottimale. Questo non è necessariamente vero: un ciclo regolare non garantisce un'ovulazione di qualità né una riserva ovarica sufficiente per il concepimento.

Esami ormonali: il quadro della funzionalità riproduttiva

Il primo e fondamentale step nella valutazione della fertilità femminile è rappresentato da un prelievo del sangue per dosare gli ormoni chiave che regolano il ciclo riproduttivo. Questo pannello ormonale ha un costo complessivo tra €80 e €150 e fornisce informazioni cruciali.

L'FSH (ormone follicolo-stimolante) e l'LH (ormone luteinizzante) sono i primi ormoni da valutare. Questi esami devono essere effettuati tra il terzo e il quinto giorno del ciclo mestruale e indicano la funzionalità ovarica di base. Valori normali di FSH si attestano tra 3 e 10 mIU/ml. Valori superiori a 10 mIU/ml possono suggerire una scarsa riserva ovarica, mentre valori molto elevati possono indicare una menopausa precoce o un'insufficienza ovarica.

L'AMH (ormone antimulleriano) è forse il marcatore più importante della riserva ovarica. A differenza degli altri ormoni, può essere dosato in qualsiasi momento del ciclo mestruale. L'AMH indica quanti ovociti sono ancora disponibili nelle ovaie. Valori normali si collocano tra 1 e 4 ng/ml. Un valore sotto 1 ng/ml indica una bassa riserva ovarica, mentre valori molto elevati (sopra 5 ng/ml) possono suggerire la presenza di sindrome dell'ovaio policistico. Il costo di questo singolo esame varia tra €50 e €80.

Il progesterone è l'ormone che conferma l'avvenuta ovulazione. Deve essere dosato circa 7 giorni prima del ciclo atteso, tipicamente al 21° giorno in un ciclo di 28 giorni. Valori superiori a 10 ng/ml in fase luteale confermano che l'ovulazione è avvenuta. Valori bassi possono indicare un'ovulazione debole o assente, una delle cause più comuni di infertilità.

Gli ormoni tiroidei (TSH, FT3, FT4) sono spesso sottovalutati ma fondamentali. Le disfunzioni tiroidee, anche lievi, possono impattare significativamente sulla fertilità, causando irregolarità del ciclo e riducendo le probabilità di impianto. Il costo di questi esami si attesta tra €30 e €50.

Ecografia transvaginale: la visualizzazione diretta

L'ecografia transvaginale con conta dei follicoli antrali è un esame fondamentale che complementa i dati ormonali. Ha un costo tra €80 e €120 e permette di ottenere informazioni che i soli esami del sangue non possono fornire.

Durante questo esame, il medico conta i follicoli ovarici visibili, che rappresentano gli ovociti disponibili. Valori normali si attestano tra 10 e 20 follicoli per ovaio. Una conta inferiore a 5 follicoli per ovaio indica una bassa riserva ovarica. Oltre alla conta follicolare, l'ecografia permette di verificare la morfologia di utero e ovaie, escludendo la presenza di cisti ovariche, fibromi uterini, polipi endometriali, o segni di endometriosi. Queste condizioni possono ostacolare significativamente il concepimento e richiedono trattamenti specifici.

Esami infettivologici: escludere ostacoli nascosti

Le infezioni del tratto genitale possono compromettere la fertilità senza causare sintomi evidenti. Un tampone vaginale e un'analisi delle urine, con un costo complessivo tra €50 e €100, permettono di identificare agenti patogeni che potrebbero ostacolare il concepimento.

La Clamidia trachomatis rappresenta la causa principale di infertilità tubarica. Questa infezione batterica spesso asintomatica può danneggiare le tube di Falloppio in modo permanente. I micoplasmi e l'ureaplasma sono altri patogeni che possono causare infiammazioni croniche del tratto riproduttivo. La loro identificazione permette un trattamento antibiotico mirato che può risolvere il problema.

Isterosalpingografia: quando è necessaria

L'isterosalpingografia è una radiografia con mezzo di contrasto che valuta la pervietà delle tube di Falloppio e la morfologia della cavità uterina. Questo esame ha un costo tra €200 e €350 e non è indicato come primo step, ma diventa necessario in determinate circostanze.

Viene prescritta quando gli altri esami non hanno rilevato problemi evidenti ma la gravidanza non si verifica, quando esiste una storia di infezioni pelviche o interventi chirurgici addominali che potrebbero aver compromesso le tube, o in presenza di sospetta endometriosi. L'esame deve essere effettuato tra il settimo e il decimo giorno del ciclo, dopo le mestruazioni ma prima dell'ovulazione, per evitare di interferire con una potenziale gravidanza.

Se l'isterosalpingografia rivela un'occlusione tubarica, la fecondazione assistita attraverso tecniche di PMA come la FIVET o l'ICSI diventa spesso necessaria, poiché l'incontro naturale tra ovocita e spermatozoo non può avvenire.

Test di fertilità maschile: valutazione essenziale e spesso trascurata

In Italia, uno studio su tre uomini in età riproduttiva presenta parametri seminali al di sotto della norma. Nonostante questo dato significativo, molti uomini sottovalutano l'importanza del controllo della fertilità, pensando erroneamente che sia un problema prevalentemente femminile. Questo rappresenta un errore grave: nel 40% dei casi di infertilità di coppia, il fattore maschile è coinvolto, da solo o in combinazione con problematiche femminili.

Spermiogramma: l'esame cardine della fertilità maschile

Lo spermiogramma è l'esame fondamentale per valutare la fertilità maschile e ha un costo tra €80 e €150. Analizza in modo completo le caratteristiche del liquido seminale, fornendo informazioni cruciali sulla capacità riproduttiva.

I parametri quantitativi includono il volume dell'eiaculato, che normalmente dovrebbe essere superiore a 1.5 ml, la concentrazione degli spermatozoi (almeno 15 milioni per millilitro secondo i criteri dell'Organizzazione Mondiale della Sanità), e il numero totale di spermatozoi nell'eiaculato (almeno 39 milioni).

I parametri qualitativi sono altrettanto importanti. La motilità progressiva indica la percentuale di spermatozoi che si muovono in avanti in modo efficace, e dovrebbe essere superiore al 32%. La morfologia valuta la percentuale di spermatozoi con forma normale, che secondo i criteri rigorosi di Kruger dovrebbe essere almeno del 4%. La vitalità indica la percentuale di spermatozoi vivi, che dovrebbe superare il 58%.

Diverse condizioni patologiche possono emergere dall'analisi. L'oligospermia indica una bassa concentrazione di spermatozoi, l'astenospermia si riferisce a una ridotta motilità, la teratospermia evidenzia alterazioni morfologiche significative, mentre l'azoospermia rappresenta la situazione più grave, con assenza totale di spermatozoi nell'eiaculato.

La raccolta del campione può avvenire in laboratorio o a casa, ma in quest'ultimo caso deve essere consegnato entro un'ora dalla raccolta, mantenuto a temperatura corporea. È necessaria un'astinenza sessuale di 2-5 giorni prima della raccolta per garantire risultati accurati. Se i risultati sono anomali, lo spermiogramma deve essere ripetuto dopo 2-3 mesi, poiché la produzione di spermatozoi è un processo che dura circa 74 giorni e può essere influenzato da fattori temporanei come febbre, stress o farmaci.

Esami ormonali maschili: comprendere le cause profonde

Quando lo spermiogramma rivela anomalie, gli esami ormonali maschili aiutano a comprenderne le cause. Questi test hanno un costo complessivo tra €50 e €100.

Il testosterone totale e libero è l'ormone maschile principale, responsabile della produzione di spermatozoi. Valori bassi possono indicare ipogonadismo o disfunzioni dell'asse ipotalamo-ipofisi-testicolo. L'FSH (ormone follicolo-stimolante) negli uomini stimola la produzione di spermatozoi. Valori elevati possono indicare un danno testicolare primario o insufficienza testicolare. L'LH (ormone luteinizzante) regola la produzione di testosterone. Il rapporto tra LH e testosterone fornisce informazioni sul corretto funzionamento dell'asse ormonale.

Ecocolordoppler scrotale: identificare problemi strutturali

L'ecocolordoppler scrotale è un'ecografia non invasiva dei testicoli che ha un costo tra €100 e €150. Questo esame è particolarmente importante per identificare il varicocele, una dilatazione delle vene testicolari presente nel 15-20% degli uomini e rappresenta la causa principale di infertilità maschile correggibile chirurgicamente.

L'esame permette inoltre di valutare la morfologia dei testicoli, identificando eventuali masse, cisti o altre anomalie strutturali che potrebbero compromettere la produzione di spermatozoi. La valutazione del flusso sanguigno testicolare fornisce informazioni aggiuntive sulla salute del tessuto produttivo.

Interpretare i risultati: le quattro principali situazioni

Dopo aver completato gli esami di fertilità per entrambi i partner, i risultati possono ricadere in quattro categorie principali, ciascuna con implicazioni e percorsi terapeutici specifici.

Fattore femminile: circa il 35% dei casi

Il fattore femminile è presente quando gli esami rivelano problematiche che riguardano esclusivamente la donna. Una bassa riserva ovarica, identificata attraverso valori ridotti di AMH o una scarsa conta dei follicoli antrali, indica che il numero di ovociti disponibili è inferiore alla norma per l'età. Questo può richiedere un intervento tempestivo, poiché la riserva continua a diminuire con il tempo.

Le tube di Falloppio chiuse o danneggiate, spesso conseguenza di endometriosi o infezioni pelviche pregresse, impediscono l'incontro naturale tra ovocita e spermatozoo. L'endometriosi, la sindrome dell'ovaio policistico e altri problemi ovulatori possono compromettere la regolare produzione di ovociti maturi.

Le soluzioni in questi casi variano dalla stimolazione ovarica per aumentare il numero di follicoli prodotti ogni ciclo, alla fecondazione in vitro (FIVET) quando le tube sono compromesse, fino alla valutazione del social freezing preventivo se la riserva ovarica è bassa ma non si è ancora pronti per una gravidanza.

Fattore maschile: circa il 35% dei casi

Il fattore maschile, presente in percentuale equivalente a quello femminile, include diverse condizioni. L'oligospermia e l'astenospermia, ovvero bassa concentrazione e ridotta motilità degli spermatozoi, sono tra le più comuni. Il varicocele, quando presente, può essere corretto chirurgicamente con buoni risultati sulla qualità seminale. Problemi ormonali, come bassi livelli di testosterone o alterazioni dell'FSH, possono richiedere terapie ormonali specifiche.

Le soluzioni includono la correzione chirurgica del varicocele quando indicato, che può migliorare significativamente i parametri seminali nel giro di 3-6 mesi. L'ICSI (iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo) è la tecnica elettiva quando i parametri seminali sono molto compromessi, poiché richiede solo pochi spermatozoi di buona qualità. In casi di azoospermia, tecniche di estrazione chirurgica degli spermatozoi (TESA/TESE) possono essere combinate con l'ICSI.

Fattore combinato: circa il 20% dei casi

Nel 20% delle coppie che affrontano difficoltà di concepimento, i problemi riguardano entrambi i partner. Questa situazione richiede un approccio terapeutico che tenga conto di entrambe le componenti. Spesso la presenza di problematiche in entrambi i partner riduce significativamente le probabilità di concepimento naturale, rendendo necessario un intervento di procreazione assistita più complesso.

L'approccio terapeutico deve essere combinato e personalizzato. La FIVET o l'ICSI diventano spesso necessarie, con protocolli di stimolazione ottimizzati per le caratteristiche specifiche della coppia. La correzione di fattori modificabili in entrambi i partner, come stile di vita, peso, fumo e assunzione di alcol, assume un'importanza ancora maggiore.

Infertilità idiopatica: circa il 20% dei casi

L'infertilità idiopatica si verifica quando tutti gli esami risultano nella norma ma la gravidanza non si verifica. Questa situazione, frustrante ma non rara, rappresenta circa un quinto di tutti i casi di infertilità. Non significa che non ci sia un problema, ma semplicemente che gli esami standard non sono in grado di identificarlo.

Le possibili cause nascoste includono problemi di qualità ovocitaria non rilevabili con gli esami di base, difetti dell'impianto embrionale, fattori immunologici che impediscono il riconoscimento dell'embrione, o problemi genetici subclinici. In questi casi, l'approccio terapeutico inizia tipicamente con l'inseminazione intrauterina (IUI), che aumenta le probabilità di incontro tra ovocita e spermatozoi. Se dopo 3-4 tentativi di IUI la gravidanza non si verifica, si procede con la FIVET, che permette di monitorare la fecondazione e lo sviluppo embrionale iniziale, fornendo informazioni preziose sul reale potenziale riproduttivo della coppia.

Cosa fare quando emerge un problema: il percorso di cura

Scoprire di avere un problema di fertilità può essere emotivamente difficile, ma è importante ricordare che l'80% delle coppie con problemi di fertilità riesce ad avere un figlio grazie a trattamenti mirati e personalizzati.

La consulenza specialistica: il primo passo fondamentale

Il primo passo dopo aver ricevuto risultati anomali è rivolgersi a un centro specializzato in medicina della riproduzione. Durante la consulenza specialistica, viene effettuata un'analisi approfondita della storia clinica di entrambi i partner, una interpretazione dettagliata degli esami già effettuati, e viene sviluppato un piano terapeutico personalizzato basato sulla specifica situazione della coppia.

È importante scegliere un centro con esperienza e tassi di successo documentati. I centri di Procreazione Medicalmente Assistita in Italia sono tenuti a comunicare annualmente i propri risultati al Registro Nazionale PMA dell'Istituto Superiore di Sanità, dati che sono consultabili pubblicamente.

I trattamenti disponibili: dal semplice al complesso

I trattamenti di primo livello sono i meno invasivi e spesso rappresentano il primo tentativo. L'induzione dell'ovulazione attraverso farmaci orali o iniettabili può risolvere problemi ovulatori. L'inseminazione intrauterina (IUI) prevede l'inserimento di spermatozoi selezionati direttamente nell'utero durante l'ovulazione, aumentando le probabilità di fecondazione. La correzione chirurgica del varicocele negli uomini può migliorare significativamente i parametri seminali.

I trattamenti di secondo e terzo livello coinvolgono tecniche di fecondazione assistita più complesse. La FIVET (fecondazione in vitro) prevede la fecondazione degli ovociti in laboratorio e il successivo transfer degli embrioni nell'utero. L'ICSI (iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo) è indicata in caso di severa infertilità maschile o quando la FIVET classica non ha avuto successo. L'ovodonazione, ovvero l'utilizzo di ovociti donati, diventa necessaria quando la riserva ovarica della donna è esaurita o gli ovociti sono di qualità molto scarsa.

I tassi di successo variano significativamente in base all'età e alla tecnica utilizzata. Nelle migliori cliniche italiane, i tassi di gravidanza per ciclo si attestano fino al 40-50% per le donne sotto i 35 anni, con un successo cumulativo che raggiunge il 70-90% dopo tre cicli di trattamento.

Miti comuni sui test di fertilità: separare i fatti dalla finzione

Esistono numerose convinzioni errate riguardo alla fertilità e ai test diagnostici. Sfatare questi miti è importante per prendere decisioni consapevoli.

Mito: Se ho cicli regolari, non ho problemi di fertilità.
Realtà: Un ciclo regolare indica che probabilmente stai ovulando, ma non garantisce la qualità degli ovociti, una riserva ovarica adeguata, o l'assenza di altri problemi che possono impedire il concepimento, come tube chiuse o endometriosi.

Mito: I problemi di fertilità sono quasi sempre femminili.
Realtà: Il fattore maschile è coinvolto nel 40% dei casi di infertilità. In circa il 35% dei casi il problema è esclusivamente maschile, mentre in un altro 20% circa entrambi i partner presentano problematiche. Ignorare la valutazione maschile significa perdere tempo prezioso.

Mito: Lo stress è la causa principale di infertilità.
Realtà: Mentre lo stress cronico può influire negativamente sulla fertilità, raramente ne è la causa principale. Problemi strutturali, ormonali o genetici sono molto più frequenti. Dire a una coppia di "rilassarsi" quando stanno affrontando problemi reali di fertilità è controproducente e minimizza una situazione medica concreta.

Mito: Se sono giovane, non devo preoccuparmi della mia fertilità.
ealtà: Anche donne giovani possono avere bassa riserva ovarica, endometriosi, o altri problemi. Un controllo preventivo della fertilità permette di identificare tempestivamente eventuali problemi e di pianificare il futuro con maggiore consapevolezza.

Mito: Gli integratori e i rimedi naturali possono risolvere qualsiasi problema di fertilità.
Realtà: Mentre uno stile di vita sano, vitamine appropriate e alcuni integratori possono supportare la fertilità, non possono correggere problemi strutturali come tube chiuse, severe anomalie seminali, o bassa riserva ovarica. Affidarsi esclusivamente a rimedi naturali quando esistono problemi diagnosticabili significa perdere tempo prezioso.

Talea: il tuo partner per la valutazione della fertilità

Affrontare i test di fertilità e interpretare i risultati può essere emotivamente complesso e confuso. Talea è stata creata per supportarti in ogni fase di questo percorso con competenza, chiarezza ed empatia.

Il nostro servizio di consulenza gratuita pre-test ti aiuta a comprendere quali esami sono realmente necessari per la tua situazione specifica, evitando test superflui ma garantendo una valutazione completa. Dopo aver ricevuto i risultati, offriamo un servizio di interpretazione che ti spiega in termini chiari e accessibili cosa significano i valori rilevati, senza gergo medico incomprensibile.

Grazie al nostro network di professionisti e cliniche partner, hai accesso a centri di PMA certificati in tutta Italia, con la garanzia di standard qualitativi elevati e trasparenza nei costi. Ti offriamo supporto decisionale personalizzato per aiutarti a scegliere il percorso terapeutico più appropriato per la tua situazione, considerando non solo gli aspetti medici ma anche quelli emotivi ed economici.

Non devi affrontare questo percorso da sola. Siamo qui per accompagnarti con professionalità e calore umano.

Domande frequenti sui test di fertilità

  • Quando è troppo tardi per fare i test di fertilità?
    Non è mai troppo tardi per fare chiarezza sulla propria situazione. Anche se la fertilità diminuisce significativamente con l'età, soprattutto dopo i 35 anni per le donne, conoscere la propria condizione permette sempre di prendere decisioni consapevoli e di valutare tutte le opzioni disponibili, dalla procreazione assistita all'ovodonazione.

  • I test di fertilità sono coperti dal Servizio Sanitario Nazionale?
    Alcuni esami di base, come gli esami ormonali e le ecografie, sono mutuabili con prescrizione medica del medico di base o del ginecologo. Esami più specifici come l'AMH o l'isterosalpingografia sono spesso a pagamento. Il sistema varia leggermente da regione a regione, quindi è consigliabile informarsi presso la propria ASL.

  • Posso fare i test anche se non ho un partner?
    Assolutamente sì. Sempre più donne single scelgono di effettuare un controllo della fertilità per pianificare il proprio futuro riproduttivo con maggiore consapevolezza. Questo può aiutare a decidere se valutare opzioni come il social freezing o se si ha ancora tempo per cercare un partner prima che la fertilità declini significativamente.

  • Quanto tempo serve per avere tutti i risultati?
    Gli esami ormonali richiedono tipicamente 3-7 giorni lavorativi. Lo spermiogramma è disponibile in 1-2 giorni. L'ecografia fornisce risultati immediati. In totale, avendo completato tutti gli esami, si ottengono i risultati completi in circa 2-3 settimane.

  • Devo rifare i test ogni anno?
    La frequenza dipende dall'età e dai valori iniziali. Se hai meno di 35 anni con valori completamente normali, un controllo ogni 2-3 anni è generalmente sufficiente. Dopo i 35 anni, soprattutto se i valori di AMH sono già al limite inferiore della norma, un controllo annuale è consigliabile per monitorare l'evoluzione della riserva ovarica.

  • Gli esami di fertilità sono dolorosi?
    La maggior parte degli esami di fertilità non è dolorosa. I prelievi di sangue causano il fastidio minimo tipico di ogni prelievo venoso. L'ecografia transvaginale può causare un leggero disagio ma non dolore. L'isterosalpingografia può causare crampi simili a quelli mestruali durante e subito dopo l'esame, ma il fastidio è generalmente gestibile e temporaneo.

  • Posso migliorare i miei parametri di fertilità prima di fare i test?
    Assolutamente sì. Nei 2-3 mesi precedenti i test, adottare uno stile di vita sano può migliorare i risultati. Questo include eliminare fumo e alcol, mantenere un peso sano, seguire una dieta equilibrata ricca di antiossidanti, praticare attività fisica moderata e ridurre lo stress. Per gli uomini, poiché la produzione di spermatozoi richiede circa 74 giorni, i cambiamenti positivi nello stile di vita si riflettono nei parametri seminali dopo circa 2-3 mesi.

  • Se tutti i miei test sono normali ma non rimango incinta, cosa significa?
    Questo scenario, chiamato infertilità idiopatica, si verifica in circa il 20% delle coppie. Significa che gli esami standard non hanno identificato la causa, ma non che non esista un problema. Potrebbero esserci fattori più sottili non rilevabili con i test di routine, come problemi di qualità ovocitaria o dell'impianto embrionale. In questi casi, spesso si procede con trattamenti empirici come l'inseminazione intrauterina o la fecondazione in vitro, che possono risolvere il problema anche senza aver identificato una causa specifica.

  • I miei risultati sono al limite della norma. Devo preoccuparmi?
    Valori al limite inferiore della norma, specialmente per quanto riguarda l'AMH o la conta dei follicoli antrali, suggeriscono una riserva ovarica che, pur essendo ancora sufficiente, si sta riducendo. Non è un'emergenza immediata, ma è un segnale che non dovresti posticipare troppo a lungo la ricerca di una gravidanza. Valuta con uno specialista se ha senso procedere subito con i tentativi di concepimento o se considerare il congelamento preventivo degli ovociti.

Il primo passo verso la chiarezza

I test di fertilità rappresentano un primo passo fondamentale per comprendere la propria salute riproduttiva. Con un investimento contenuto, ottieni risultati chiari che ti permettono di prendere decisioni consapevoli e di intraprendere, se necessario, il percorso terapeutico più appropriato.

Non trascorrere mesi preziosi nell'incertezza e nell'ansia. Una diagnosi preventiva aumenta drasticamente le probabilità di successo di qualsiasi eventuale trattamento. Comprendere se e quali problemi esistono ti permette di agire tempestivamente, quando i trattamenti sono più efficaci e meno invasivi.

La conoscenza è potere e possibilità, specialmente quando si tratta della tua salute riproduttiva e del tuo futuro familiare.

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Fonti

  • Istituto Superiore di Sanità - Registro Nazionale PMA 2024
  • Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità (SIAMS)
  • World Health Organization - Laboratory Manual for the Examination of Human Semen (6th edition, 2021)
  • Società Italiana della Riproduzione (SIdR) - Linee Guida Diagnostiche
  • Analisi Talea su 300+ percorsi fertilità Italia

Profilo dell'autore
Gianalfredo Franzoni
Ginecologo – Specialista in Medicina della Riproduzione

Ginecologo specializzato in Procreazione Medicalmente Assistita e medicina della riproduzione, con esperienza clinica e attività divulgativa.

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    Gianalfredo Franzoni
    Ginecologo – Specialista in Medicina della Riproduzione
    January 19, 2026

    Ti chiedi se potresti avere problemi di fertilità ma non sai da dove iniziare? Stai cercando di avere un bambino da più di 6-12 mesi senza successo? Questa situazione è più comune di quanto pensi: in Italia, infatti, il 15% delle coppie affronta difficoltà nel concepimento.

    La buona notizia è che, nella maggior parte dei casi, test di fertilità mirati possono identificare le cause e indirizzarti verso la soluzione più appropriata. Comprendere la propria salute riproduttiva è il primo passo fondamentale per prendere decisioni consapevoli.

    In questa guida scoprirai quali test di fertilità effettuare sia per la donna che per l'uomo, quando è il momento giusto per farli, quanto costano realmente, come interpretare i risultati e cosa fare se emerge un problema. Partiamo dalle basi per comprendere quando e perché è importante valutare la propria fertilità.

    Quando fare i test di fertilità: individuare il momento giusto

    In medicina, l'infertilità viene definita come l'assenza di gravidanza dopo 12 mesi di rapporti sessuali regolari non protetti. Per le donne sopra i 35 anni, questo periodo si riduce a 6 mesi, poiché la fertilità diminuisce naturalmente e in modo significativo con l'età.

    Dovresti considerare seriamente di effettuare test di fertilità se hai meno di 35 anni e stai provando a concepire da oltre 12 mesi senza successo. Se hai più di 35 anni, è consigliabile procedere con gli accertamenti già dopo 6 mesi di tentativi infruttuosi. Anche in presenza di cicli mestruali irregolari o molto dolorosi vale la pena approfondire, così come se hai una storia clinica di endometriosi, sindrome dell'ovaio policistico o infezioni pelviche pregresse. Per gli uomini, problemi testicolari passati o interventi chirurgici nell'area genitale possono giustificare una valutazione anche in assenza di tentativi prolungati di concepimento.

    È importante sottolineare che sempre più persone scelgono di valutare la propria fertilità in modo preventivo, anche senza essere attivamente alla ricerca di una gravidanza. Questo approccio proattivo permette di avere consapevolezza della propria salute riproduttiva e di pianificare il futuro con maggiori informazioni. Se stai considerando di posticipare la maternità o la paternità, conoscere la tua situazione può aiutarti a valutare opzioni come il social freezing.

    Un dato preoccupante riguarda i tempi di reazione: in Italia passa in media 13 mesi tra il sospetto di infertilità e la prima visita specialistica. Questo rappresenta tempo prezioso che potrebbe essere utilizzato per diagnosi e trattamenti tempestivi. Non aspettare troppo prima di cercare risposte.

    Test di fertilità femminile: valutazione completa della salute riproduttiva

    Molte donne pensano che avere cicli mestruali regolari e controlli ginecologici nella norma significhi automaticamente fertilità ottimale. Questo non è necessariamente vero: un ciclo regolare non garantisce un'ovulazione di qualità né una riserva ovarica sufficiente per il concepimento.

    Esami ormonali: il quadro della funzionalità riproduttiva

    Il primo e fondamentale step nella valutazione della fertilità femminile è rappresentato da un prelievo del sangue per dosare gli ormoni chiave che regolano il ciclo riproduttivo. Questo pannello ormonale ha un costo complessivo tra €80 e €150 e fornisce informazioni cruciali.

    L'FSH (ormone follicolo-stimolante) e l'LH (ormone luteinizzante) sono i primi ormoni da valutare. Questi esami devono essere effettuati tra il terzo e il quinto giorno del ciclo mestruale e indicano la funzionalità ovarica di base. Valori normali di FSH si attestano tra 3 e 10 mIU/ml. Valori superiori a 10 mIU/ml possono suggerire una scarsa riserva ovarica, mentre valori molto elevati possono indicare una menopausa precoce o un'insufficienza ovarica.

    L'AMH (ormone antimulleriano) è forse il marcatore più importante della riserva ovarica. A differenza degli altri ormoni, può essere dosato in qualsiasi momento del ciclo mestruale. L'AMH indica quanti ovociti sono ancora disponibili nelle ovaie. Valori normali si collocano tra 1 e 4 ng/ml. Un valore sotto 1 ng/ml indica una bassa riserva ovarica, mentre valori molto elevati (sopra 5 ng/ml) possono suggerire la presenza di sindrome dell'ovaio policistico. Il costo di questo singolo esame varia tra €50 e €80.

    Il progesterone è l'ormone che conferma l'avvenuta ovulazione. Deve essere dosato circa 7 giorni prima del ciclo atteso, tipicamente al 21° giorno in un ciclo di 28 giorni. Valori superiori a 10 ng/ml in fase luteale confermano che l'ovulazione è avvenuta. Valori bassi possono indicare un'ovulazione debole o assente, una delle cause più comuni di infertilità.

    Gli ormoni tiroidei (TSH, FT3, FT4) sono spesso sottovalutati ma fondamentali. Le disfunzioni tiroidee, anche lievi, possono impattare significativamente sulla fertilità, causando irregolarità del ciclo e riducendo le probabilità di impianto. Il costo di questi esami si attesta tra €30 e €50.

    Ecografia transvaginale: la visualizzazione diretta

    L'ecografia transvaginale con conta dei follicoli antrali è un esame fondamentale che complementa i dati ormonali. Ha un costo tra €80 e €120 e permette di ottenere informazioni che i soli esami del sangue non possono fornire.

    Durante questo esame, il medico conta i follicoli ovarici visibili, che rappresentano gli ovociti disponibili. Valori normali si attestano tra 10 e 20 follicoli per ovaio. Una conta inferiore a 5 follicoli per ovaio indica una bassa riserva ovarica. Oltre alla conta follicolare, l'ecografia permette di verificare la morfologia di utero e ovaie, escludendo la presenza di cisti ovariche, fibromi uterini, polipi endometriali, o segni di endometriosi. Queste condizioni possono ostacolare significativamente il concepimento e richiedono trattamenti specifici.

    Esami infettivologici: escludere ostacoli nascosti

    Le infezioni del tratto genitale possono compromettere la fertilità senza causare sintomi evidenti. Un tampone vaginale e un'analisi delle urine, con un costo complessivo tra €50 e €100, permettono di identificare agenti patogeni che potrebbero ostacolare il concepimento.

    La Clamidia trachomatis rappresenta la causa principale di infertilità tubarica. Questa infezione batterica spesso asintomatica può danneggiare le tube di Falloppio in modo permanente. I micoplasmi e l'ureaplasma sono altri patogeni che possono causare infiammazioni croniche del tratto riproduttivo. La loro identificazione permette un trattamento antibiotico mirato che può risolvere il problema.

    Isterosalpingografia: quando è necessaria

    L'isterosalpingografia è una radiografia con mezzo di contrasto che valuta la pervietà delle tube di Falloppio e la morfologia della cavità uterina. Questo esame ha un costo tra €200 e €350 e non è indicato come primo step, ma diventa necessario in determinate circostanze.

    Viene prescritta quando gli altri esami non hanno rilevato problemi evidenti ma la gravidanza non si verifica, quando esiste una storia di infezioni pelviche o interventi chirurgici addominali che potrebbero aver compromesso le tube, o in presenza di sospetta endometriosi. L'esame deve essere effettuato tra il settimo e il decimo giorno del ciclo, dopo le mestruazioni ma prima dell'ovulazione, per evitare di interferire con una potenziale gravidanza.

    Se l'isterosalpingografia rivela un'occlusione tubarica, la fecondazione assistita attraverso tecniche di PMA come la FIVET o l'ICSI diventa spesso necessaria, poiché l'incontro naturale tra ovocita e spermatozoo non può avvenire.

    Test di fertilità maschile: valutazione essenziale e spesso trascurata

    In Italia, uno studio su tre uomini in età riproduttiva presenta parametri seminali al di sotto della norma. Nonostante questo dato significativo, molti uomini sottovalutano l'importanza del controllo della fertilità, pensando erroneamente che sia un problema prevalentemente femminile. Questo rappresenta un errore grave: nel 40% dei casi di infertilità di coppia, il fattore maschile è coinvolto, da solo o in combinazione con problematiche femminili.

    Spermiogramma: l'esame cardine della fertilità maschile

    Lo spermiogramma è l'esame fondamentale per valutare la fertilità maschile e ha un costo tra €80 e €150. Analizza in modo completo le caratteristiche del liquido seminale, fornendo informazioni cruciali sulla capacità riproduttiva.

    I parametri quantitativi includono il volume dell'eiaculato, che normalmente dovrebbe essere superiore a 1.5 ml, la concentrazione degli spermatozoi (almeno 15 milioni per millilitro secondo i criteri dell'Organizzazione Mondiale della Sanità), e il numero totale di spermatozoi nell'eiaculato (almeno 39 milioni).

    I parametri qualitativi sono altrettanto importanti. La motilità progressiva indica la percentuale di spermatozoi che si muovono in avanti in modo efficace, e dovrebbe essere superiore al 32%. La morfologia valuta la percentuale di spermatozoi con forma normale, che secondo i criteri rigorosi di Kruger dovrebbe essere almeno del 4%. La vitalità indica la percentuale di spermatozoi vivi, che dovrebbe superare il 58%.

    Diverse condizioni patologiche possono emergere dall'analisi. L'oligospermia indica una bassa concentrazione di spermatozoi, l'astenospermia si riferisce a una ridotta motilità, la teratospermia evidenzia alterazioni morfologiche significative, mentre l'azoospermia rappresenta la situazione più grave, con assenza totale di spermatozoi nell'eiaculato.

    La raccolta del campione può avvenire in laboratorio o a casa, ma in quest'ultimo caso deve essere consegnato entro un'ora dalla raccolta, mantenuto a temperatura corporea. È necessaria un'astinenza sessuale di 2-5 giorni prima della raccolta per garantire risultati accurati. Se i risultati sono anomali, lo spermiogramma deve essere ripetuto dopo 2-3 mesi, poiché la produzione di spermatozoi è un processo che dura circa 74 giorni e può essere influenzato da fattori temporanei come febbre, stress o farmaci.

    Esami ormonali maschili: comprendere le cause profonde

    Quando lo spermiogramma rivela anomalie, gli esami ormonali maschili aiutano a comprenderne le cause. Questi test hanno un costo complessivo tra €50 e €100.

    Il testosterone totale e libero è l'ormone maschile principale, responsabile della produzione di spermatozoi. Valori bassi possono indicare ipogonadismo o disfunzioni dell'asse ipotalamo-ipofisi-testicolo. L'FSH (ormone follicolo-stimolante) negli uomini stimola la produzione di spermatozoi. Valori elevati possono indicare un danno testicolare primario o insufficienza testicolare. L'LH (ormone luteinizzante) regola la produzione di testosterone. Il rapporto tra LH e testosterone fornisce informazioni sul corretto funzionamento dell'asse ormonale.

    Ecocolordoppler scrotale: identificare problemi strutturali

    L'ecocolordoppler scrotale è un'ecografia non invasiva dei testicoli che ha un costo tra €100 e €150. Questo esame è particolarmente importante per identificare il varicocele, una dilatazione delle vene testicolari presente nel 15-20% degli uomini e rappresenta la causa principale di infertilità maschile correggibile chirurgicamente.

    L'esame permette inoltre di valutare la morfologia dei testicoli, identificando eventuali masse, cisti o altre anomalie strutturali che potrebbero compromettere la produzione di spermatozoi. La valutazione del flusso sanguigno testicolare fornisce informazioni aggiuntive sulla salute del tessuto produttivo.

    Interpretare i risultati: le quattro principali situazioni

    Dopo aver completato gli esami di fertilità per entrambi i partner, i risultati possono ricadere in quattro categorie principali, ciascuna con implicazioni e percorsi terapeutici specifici.

    Fattore femminile: circa il 35% dei casi

    Il fattore femminile è presente quando gli esami rivelano problematiche che riguardano esclusivamente la donna. Una bassa riserva ovarica, identificata attraverso valori ridotti di AMH o una scarsa conta dei follicoli antrali, indica che il numero di ovociti disponibili è inferiore alla norma per l'età. Questo può richiedere un intervento tempestivo, poiché la riserva continua a diminuire con il tempo.

    Le tube di Falloppio chiuse o danneggiate, spesso conseguenza di endometriosi o infezioni pelviche pregresse, impediscono l'incontro naturale tra ovocita e spermatozoo. L'endometriosi, la sindrome dell'ovaio policistico e altri problemi ovulatori possono compromettere la regolare produzione di ovociti maturi.

    Le soluzioni in questi casi variano dalla stimolazione ovarica per aumentare il numero di follicoli prodotti ogni ciclo, alla fecondazione in vitro (FIVET) quando le tube sono compromesse, fino alla valutazione del social freezing preventivo se la riserva ovarica è bassa ma non si è ancora pronti per una gravidanza.

    Fattore maschile: circa il 35% dei casi

    Il fattore maschile, presente in percentuale equivalente a quello femminile, include diverse condizioni. L'oligospermia e l'astenospermia, ovvero bassa concentrazione e ridotta motilità degli spermatozoi, sono tra le più comuni. Il varicocele, quando presente, può essere corretto chirurgicamente con buoni risultati sulla qualità seminale. Problemi ormonali, come bassi livelli di testosterone o alterazioni dell'FSH, possono richiedere terapie ormonali specifiche.

    Le soluzioni includono la correzione chirurgica del varicocele quando indicato, che può migliorare significativamente i parametri seminali nel giro di 3-6 mesi. L'ICSI (iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo) è la tecnica elettiva quando i parametri seminali sono molto compromessi, poiché richiede solo pochi spermatozoi di buona qualità. In casi di azoospermia, tecniche di estrazione chirurgica degli spermatozoi (TESA/TESE) possono essere combinate con l'ICSI.

    Fattore combinato: circa il 20% dei casi

    Nel 20% delle coppie che affrontano difficoltà di concepimento, i problemi riguardano entrambi i partner. Questa situazione richiede un approccio terapeutico che tenga conto di entrambe le componenti. Spesso la presenza di problematiche in entrambi i partner riduce significativamente le probabilità di concepimento naturale, rendendo necessario un intervento di procreazione assistita più complesso.

    L'approccio terapeutico deve essere combinato e personalizzato. La FIVET o l'ICSI diventano spesso necessarie, con protocolli di stimolazione ottimizzati per le caratteristiche specifiche della coppia. La correzione di fattori modificabili in entrambi i partner, come stile di vita, peso, fumo e assunzione di alcol, assume un'importanza ancora maggiore.

    Infertilità idiopatica: circa il 20% dei casi

    L'infertilità idiopatica si verifica quando tutti gli esami risultano nella norma ma la gravidanza non si verifica. Questa situazione, frustrante ma non rara, rappresenta circa un quinto di tutti i casi di infertilità. Non significa che non ci sia un problema, ma semplicemente che gli esami standard non sono in grado di identificarlo.

    Le possibili cause nascoste includono problemi di qualità ovocitaria non rilevabili con gli esami di base, difetti dell'impianto embrionale, fattori immunologici che impediscono il riconoscimento dell'embrione, o problemi genetici subclinici. In questi casi, l'approccio terapeutico inizia tipicamente con l'inseminazione intrauterina (IUI), che aumenta le probabilità di incontro tra ovocita e spermatozoi. Se dopo 3-4 tentativi di IUI la gravidanza non si verifica, si procede con la FIVET, che permette di monitorare la fecondazione e lo sviluppo embrionale iniziale, fornendo informazioni preziose sul reale potenziale riproduttivo della coppia.

    Cosa fare quando emerge un problema: il percorso di cura

    Scoprire di avere un problema di fertilità può essere emotivamente difficile, ma è importante ricordare che l'80% delle coppie con problemi di fertilità riesce ad avere un figlio grazie a trattamenti mirati e personalizzati.

    La consulenza specialistica: il primo passo fondamentale

    Il primo passo dopo aver ricevuto risultati anomali è rivolgersi a un centro specializzato in medicina della riproduzione. Durante la consulenza specialistica, viene effettuata un'analisi approfondita della storia clinica di entrambi i partner, una interpretazione dettagliata degli esami già effettuati, e viene sviluppato un piano terapeutico personalizzato basato sulla specifica situazione della coppia.

    È importante scegliere un centro con esperienza e tassi di successo documentati. I centri di Procreazione Medicalmente Assistita in Italia sono tenuti a comunicare annualmente i propri risultati al Registro Nazionale PMA dell'Istituto Superiore di Sanità, dati che sono consultabili pubblicamente.

    I trattamenti disponibili: dal semplice al complesso

    I trattamenti di primo livello sono i meno invasivi e spesso rappresentano il primo tentativo. L'induzione dell'ovulazione attraverso farmaci orali o iniettabili può risolvere problemi ovulatori. L'inseminazione intrauterina (IUI) prevede l'inserimento di spermatozoi selezionati direttamente nell'utero durante l'ovulazione, aumentando le probabilità di fecondazione. La correzione chirurgica del varicocele negli uomini può migliorare significativamente i parametri seminali.

    I trattamenti di secondo e terzo livello coinvolgono tecniche di fecondazione assistita più complesse. La FIVET (fecondazione in vitro) prevede la fecondazione degli ovociti in laboratorio e il successivo transfer degli embrioni nell'utero. L'ICSI (iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo) è indicata in caso di severa infertilità maschile o quando la FIVET classica non ha avuto successo. L'ovodonazione, ovvero l'utilizzo di ovociti donati, diventa necessaria quando la riserva ovarica della donna è esaurita o gli ovociti sono di qualità molto scarsa.

    I tassi di successo variano significativamente in base all'età e alla tecnica utilizzata. Nelle migliori cliniche italiane, i tassi di gravidanza per ciclo si attestano fino al 40-50% per le donne sotto i 35 anni, con un successo cumulativo che raggiunge il 70-90% dopo tre cicli di trattamento.

    Miti comuni sui test di fertilità: separare i fatti dalla finzione

    Esistono numerose convinzioni errate riguardo alla fertilità e ai test diagnostici. Sfatare questi miti è importante per prendere decisioni consapevoli.

    Mito: Se ho cicli regolari, non ho problemi di fertilità.
    Realtà: Un ciclo regolare indica che probabilmente stai ovulando, ma non garantisce la qualità degli ovociti, una riserva ovarica adeguata, o l'assenza di altri problemi che possono impedire il concepimento, come tube chiuse o endometriosi.

    Mito: I problemi di fertilità sono quasi sempre femminili.
    Realtà: Il fattore maschile è coinvolto nel 40% dei casi di infertilità. In circa il 35% dei casi il problema è esclusivamente maschile, mentre in un altro 20% circa entrambi i partner presentano problematiche. Ignorare la valutazione maschile significa perdere tempo prezioso.

    Mito: Lo stress è la causa principale di infertilità.
    Realtà: Mentre lo stress cronico può influire negativamente sulla fertilità, raramente ne è la causa principale. Problemi strutturali, ormonali o genetici sono molto più frequenti. Dire a una coppia di "rilassarsi" quando stanno affrontando problemi reali di fertilità è controproducente e minimizza una situazione medica concreta.

    Mito: Se sono giovane, non devo preoccuparmi della mia fertilità.
    ealtà: Anche donne giovani possono avere bassa riserva ovarica, endometriosi, o altri problemi. Un controllo preventivo della fertilità permette di identificare tempestivamente eventuali problemi e di pianificare il futuro con maggiore consapevolezza.

    Mito: Gli integratori e i rimedi naturali possono risolvere qualsiasi problema di fertilità.
    Realtà: Mentre uno stile di vita sano, vitamine appropriate e alcuni integratori possono supportare la fertilità, non possono correggere problemi strutturali come tube chiuse, severe anomalie seminali, o bassa riserva ovarica. Affidarsi esclusivamente a rimedi naturali quando esistono problemi diagnosticabili significa perdere tempo prezioso.

    Talea: il tuo partner per la valutazione della fertilità

    Affrontare i test di fertilità e interpretare i risultati può essere emotivamente complesso e confuso. Talea è stata creata per supportarti in ogni fase di questo percorso con competenza, chiarezza ed empatia.

    Il nostro servizio di consulenza gratuita pre-test ti aiuta a comprendere quali esami sono realmente necessari per la tua situazione specifica, evitando test superflui ma garantendo una valutazione completa. Dopo aver ricevuto i risultati, offriamo un servizio di interpretazione che ti spiega in termini chiari e accessibili cosa significano i valori rilevati, senza gergo medico incomprensibile.

    Grazie al nostro network di professionisti e cliniche partner, hai accesso a centri di PMA certificati in tutta Italia, con la garanzia di standard qualitativi elevati e trasparenza nei costi. Ti offriamo supporto decisionale personalizzato per aiutarti a scegliere il percorso terapeutico più appropriato per la tua situazione, considerando non solo gli aspetti medici ma anche quelli emotivi ed economici.

    Non devi affrontare questo percorso da sola. Siamo qui per accompagnarti con professionalità e calore umano.

    Domande frequenti sui test di fertilità

    • Quando è troppo tardi per fare i test di fertilità?
      Non è mai troppo tardi per fare chiarezza sulla propria situazione. Anche se la fertilità diminuisce significativamente con l'età, soprattutto dopo i 35 anni per le donne, conoscere la propria condizione permette sempre di prendere decisioni consapevoli e di valutare tutte le opzioni disponibili, dalla procreazione assistita all'ovodonazione.

    • I test di fertilità sono coperti dal Servizio Sanitario Nazionale?
      Alcuni esami di base, come gli esami ormonali e le ecografie, sono mutuabili con prescrizione medica del medico di base o del ginecologo. Esami più specifici come l'AMH o l'isterosalpingografia sono spesso a pagamento. Il sistema varia leggermente da regione a regione, quindi è consigliabile informarsi presso la propria ASL.

    • Posso fare i test anche se non ho un partner?
      Assolutamente sì. Sempre più donne single scelgono di effettuare un controllo della fertilità per pianificare il proprio futuro riproduttivo con maggiore consapevolezza. Questo può aiutare a decidere se valutare opzioni come il social freezing o se si ha ancora tempo per cercare un partner prima che la fertilità declini significativamente.

    • Quanto tempo serve per avere tutti i risultati?
      Gli esami ormonali richiedono tipicamente 3-7 giorni lavorativi. Lo spermiogramma è disponibile in 1-2 giorni. L'ecografia fornisce risultati immediati. In totale, avendo completato tutti gli esami, si ottengono i risultati completi in circa 2-3 settimane.

    • Devo rifare i test ogni anno?
      La frequenza dipende dall'età e dai valori iniziali. Se hai meno di 35 anni con valori completamente normali, un controllo ogni 2-3 anni è generalmente sufficiente. Dopo i 35 anni, soprattutto se i valori di AMH sono già al limite inferiore della norma, un controllo annuale è consigliabile per monitorare l'evoluzione della riserva ovarica.

    • Gli esami di fertilità sono dolorosi?
      La maggior parte degli esami di fertilità non è dolorosa. I prelievi di sangue causano il fastidio minimo tipico di ogni prelievo venoso. L'ecografia transvaginale può causare un leggero disagio ma non dolore. L'isterosalpingografia può causare crampi simili a quelli mestruali durante e subito dopo l'esame, ma il fastidio è generalmente gestibile e temporaneo.

    • Posso migliorare i miei parametri di fertilità prima di fare i test?
      Assolutamente sì. Nei 2-3 mesi precedenti i test, adottare uno stile di vita sano può migliorare i risultati. Questo include eliminare fumo e alcol, mantenere un peso sano, seguire una dieta equilibrata ricca di antiossidanti, praticare attività fisica moderata e ridurre lo stress. Per gli uomini, poiché la produzione di spermatozoi richiede circa 74 giorni, i cambiamenti positivi nello stile di vita si riflettono nei parametri seminali dopo circa 2-3 mesi.

    • Se tutti i miei test sono normali ma non rimango incinta, cosa significa?
      Questo scenario, chiamato infertilità idiopatica, si verifica in circa il 20% delle coppie. Significa che gli esami standard non hanno identificato la causa, ma non che non esista un problema. Potrebbero esserci fattori più sottili non rilevabili con i test di routine, come problemi di qualità ovocitaria o dell'impianto embrionale. In questi casi, spesso si procede con trattamenti empirici come l'inseminazione intrauterina o la fecondazione in vitro, che possono risolvere il problema anche senza aver identificato una causa specifica.

    • I miei risultati sono al limite della norma. Devo preoccuparmi?
      Valori al limite inferiore della norma, specialmente per quanto riguarda l'AMH o la conta dei follicoli antrali, suggeriscono una riserva ovarica che, pur essendo ancora sufficiente, si sta riducendo. Non è un'emergenza immediata, ma è un segnale che non dovresti posticipare troppo a lungo la ricerca di una gravidanza. Valuta con uno specialista se ha senso procedere subito con i tentativi di concepimento o se considerare il congelamento preventivo degli ovociti.

    Il primo passo verso la chiarezza

    I test di fertilità rappresentano un primo passo fondamentale per comprendere la propria salute riproduttiva. Con un investimento contenuto, ottieni risultati chiari che ti permettono di prendere decisioni consapevoli e di intraprendere, se necessario, il percorso terapeutico più appropriato.

    Non trascorrere mesi preziosi nell'incertezza e nell'ansia. Una diagnosi preventiva aumenta drasticamente le probabilità di successo di qualsiasi eventuale trattamento. Comprendere se e quali problemi esistono ti permette di agire tempestivamente, quando i trattamenti sono più efficaci e meno invasivi.

    La conoscenza è potere e possibilità, specialmente quando si tratta della tua salute riproduttiva e del tuo futuro familiare.

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    Fonti

    • Istituto Superiore di Sanità - Registro Nazionale PMA 2024
    • Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità (SIAMS)
    • World Health Organization - Laboratory Manual for the Examination of Human Semen (6th edition, 2021)
    • Società Italiana della Riproduzione (SIdR) - Linee Guida Diagnostiche
    • Analisi Talea su 300+ percorsi fertilità Italia

    Profilo dell'autore
    Gianalfredo Franzoni
    Ginecologo – Specialista in Medicina della Riproduzione

    Ginecologo specializzato in Procreazione Medicalmente Assistita e medicina della riproduzione, con esperienza clinica e attività divulgativa.