Stai pensando di intraprendere un percorso di Procreazione Medicalmente Assistita ma ti senti sopraffatta da domande, dubbi e incertezze?
Iniziare un trattamento di fertilità significa molto più che programmare esami e seguire protocolli farmacologici: significa prepararsi agli alti e bassi emotivi, riorganizzare la propria vita e creare lo spazio mentale, fisico ed emotivo necessario per affrontare il percorso con consapevolezza.
Con la giusta preparazione, è possibile affrontare la PMA con maggiore serenità. In questa guida scoprirai cosa significa realmente intraprendere un percorso di procreazione assistita, quali tecniche esistono e come puoi prepararti fisicamente, mentalmente ed emotivamente per aumentare le probabilità di successo.
Che tu stia appena iniziando a esplorare la PMA o ti stia preparando per il primo ciclo, questa guida ti accompagnerà in ogni fase del percorso.
Cos'è la PMA (Procreazione Medicalmente Assistita)
La Procreazione Medicalmente Assistita rappresenta l'insieme di tecniche mediche che supportano il concepimento quando questo non avviene naturalmente. Il termine comprende diverse procedure, dalle più semplici come il monitoraggio dell'ovulazione alle più complesse come la fecondazione in vitro con tecniche avanzate. In Italia, la PMA è regolamentata dalla Legge 40/2004 e successive modifiche, che ne definiscono i criteri di accesso e le modalità di applicazione.
Le tre tipologie di PMA: dal semplice al complesso
Il sistema sanitario italiano classifica le tecniche di PMA in tre livelli di complessità crescente, ciascuno indicato per situazioni specifiche.
La PMA di primo livello include le tecniche più semplici e meno invasive. I rapporti mirati programmati prevedono un monitoraggio ecografico dell'ovulazione seguito da rapporti sessuali nei giorni fertili identificati. L'inseminazione intrauterina (IUI) rappresenta un passo successivo: gli spermatozoi vengono selezionati in laboratorio e inseriti direttamente nell'utero durante l'ovulazione. Queste procedure non richiedono anestesia e hanno un'invasività minima, con un tasso di successo che si attesta tra il 10% e il 15% per ciclo.
La PMA di secondo livello introduce la fecondazione in vitro, comunemente nota come FIVET. Gli ovociti vengono prelevati dalle ovaie dopo una stimolazione ormonale, messi in contatto con gli spermatozoi in laboratorio, e gli embrioni risultanti vengono poi trasferiti nell'utero. Questa tecnica richiede un prelievo chirurgico degli ovociti eseguito in sedazione e presenta un'invasività moderata. Nelle donne sotto i 35 anni, il tasso di successo può raggiungere il 30-40% per ciclo, con risultati che diminuiscono progressivamente con l'aumentare dell'età.
La PMA di terzo livello comprende le tecniche più avanzate. L'ICSI (iniezione intracitoplasmatica dello spermatozoo) prevede l'iniezione di un singolo spermatozoo direttamente nell'ovocita, una procedura particolarmente indicata in caso di infertilità maschile severa. La diagnosi genetica preimpianto (PGT) permette di analizzare gli embrioni prima del transfer per escludere anomalie cromosomiche o malattie genetiche. Tecniche come la TESA e la TESE consentono l'estrazione chirurgica degli spermatozoi direttamente dai testicoli quando questi non sono presenti nell'eiaculato. Il tasso di successo dell'ICSI si attesta tra il 35% e il 45% per ciclo.
Ad oggi, oltre 10 milioni di bambini nel mondo sono nati grazie alla PMA, rendendola una delle tecniche di riproduzione più efficaci e consolidate della medicina moderna.
Per chi è indicata la PMA
La procreazione assistita può rappresentare la soluzione in diverse situazioni cliniche, sia femminili che maschili, oltre che per motivi sociali o familiari.
Cause femminili di infertilità
Le problematiche femminili che possono richiedere un intervento di PMA sono molteplici. Le tube di Falloppio bloccate o danneggiate, spesso conseguenza di endometriosi o infezioni pelviche pregresse, impediscono l'incontro naturale tra ovocita e spermatozoo. I disturbi dell'ovulazione, come la sindrome dell'ovaio policistico (PCOS) o l'anovulazione, compromettono la regolare produzione di ovociti. Una bassa riserva ovarica, identificabile attraverso un valore ridotto dell'ormone antimulleriano (AMH) o una scarsa conta dei follicoli antrali, indica una ridotta disponibilità di ovociti. L'endometriosi in stadio avanzato può causare danni progressivi alla funzionalità ovarica. Inoltre, l'età rappresenta un fattore determinante: dopo i 35 anni si verifica un declino naturale della fertilità che diventa sempre più marcato.
Cause maschili di infertilità
Anche le problematiche maschili possono rendere necessario il ricorso alla PMA. L'oligospermia, caratterizzata da una bassa concentrazione di spermatozoi, l'astenospermia, che indica una ridotta motilità, e la teratospermia, con anomalie morfologiche degli spermatozoi, sono tra le condizioni più comuni. L'azoospermia, ovvero l'assenza totale di spermatozoi nell'eiaculato, rappresenta una delle situazioni più complesse, che può richiedere tecniche di estrazione chirurgica.
Altre situazioni che possono beneficiare della PMA
L'infertilità idiopatica, quando non emerge una causa specifica dopo 12 o più mesi di tentativi, rappresenta circa il 20% dei casi. Problemi genetici che richiedono uno screening degli embrioni prima del transfer possono beneficiare della PMA con diagnosi preimpianto. Sempre più frequentemente, la procreazione assistita viene richiesta da coppie dello stesso sesso che desiderano un figlio, da persone single che vogliono diventare genitori, o in situazioni che necessitano dell'utilizzo di gameti donati (ovociti o sperma) o della gestazione per altri.
Perché la preparazione alla PMA è fondamentale
Prepararsi consapevolmente alla PMA aumenta significativamente le probabilità di gravidanza e protegge il benessere emotivo durante un processo che può risultare impegnativo sia fisicamente che psicologicamente.
I numeri della PMA in Italia: aspettative realistiche
I tassi di successo della procreazione assistita variano in modo significativo in base all'età della donna. Sotto i 35 anni, la probabilità di gravidanza per ciclo fresco si attesta tra il 40% e il 50%. Tra i 35 e i 39 anni, questo valore scende al 30-35% per ciclo. Nella fascia d'età 40-42 anni, le probabilità si riducono ulteriormente al 15-20%, mentre oltre i 43 anni il tasso di successo si attesta tra il 5% e il 10% per ciclo.
È fondamentale comprendere che questi numeri rappresentano statistiche generali e non definiscono il percorso personale di ogni singola donna. Tuttavia, sottolineano l'importanza di affrontare la PMA con aspettative realistiche e un solido sistema di supporto emotivo.
L'impatto della preparazione sui risultati
Dal punto di vista fisico, uno stile di vita sano contribuisce direttamente al miglioramento della qualità sia degli ovociti che degli spermatozoi. L'equilibrio ormonale ottimizza la risposta ai farmaci utilizzati durante la stimolazione ovarica. La gestione appropriata di eventuali patologie pregresse, come disfunzioni tiroidee, sindrome dell'ovaio policistico o diabete, può aumentare significativamente le probabilità di successo.
Dal punto di vista emotivo, un approccio proattivo alla salute mentale contribuisce a ridurre i livelli di ansia e stress. Il supporto psicologico, sia attraverso terapia individuale che gruppi di supporto, migliora l'esperienza complessiva del percorso. Una preparazione psicologica solida aiuta ad affrontare con maggiore resilienza le incertezze e le eventuali battute d'arresto.
Sebbene non sia possibile controllare ogni aspetto del risultato, la preparazione consente di mettere mente, corpo e vita nelle condizioni migliori per affrontare la PMA con la massima serenità possibile.
Come prepararsi alla PMA: guida completa passo dopo passo
Preparazione medica: valutazione della fertilità
Idealmente, la preparazione medica dovrebbe iniziare 2-3 mesi prima dell'inizio del trattamento. Prima di iniziare un percorso di PMA, il centro specializzato effettua una valutazione completa della salute riproduttiva per escludere problemi che potrebbero influenzare negativamente i risultati.
La valutazione della fertilità femminile comprende una serie di esami ormonali fondamentali. L'FSH, l'LH, l'AMH (ormone antimulleriano), l'estradiolo, il progesterone e il TSH forniscono un quadro completo della funzionalità ovarica e tiroidea. Questi esami hanno un costo che varia tra €120 e €200. L'ecografia transvaginale permette di effettuare la conta dei follicoli antrali e di valutare la morfologia di utero e ovaie, con un costo tra €80 e €120. In alcuni casi può essere necessaria un'isterosalpingografia, un esame che verifica la pervietà delle tube di Falloppio, con un costo tra €200 e €350.
Per quanto riguarda la valutazione maschile, lo spermiogramma analizza i parametri seminali ed è l'esame cardine della fertilità maschile, con un costo tra €80 e €150. Se hai già effettuato un test di fertilità completo, alcuni di questi esami potrebbero essere già stati eseguiti.
Entrambi i partner devono sottoporsi allo screening infettivologico, che include test per HIV, epatite B e C, e sifilide, con un costo complessivo tra €150 e €250.
Durante questa fase iniziale è fondamentale effettuare una revisione completa della storia clinica. Alcuni farmaci possono interferire con il trattamento e potrebbero richiedere una modifica o sospensione temporanea. Condizioni preesistenti come disfunzioni tiroidee, diabete, sindrome dell'ovaio policistico o ipertensione devono essere ottimizzate prima di iniziare. È inoltre importante verificare che le vaccinazioni siano aggiornate, in particolare per rosolia e varicella, malattie che possono avere un impatto significativo sulla gravidanza. Queste vaccinazioni devono essere completate prima di iniziare il trattamento, non durante.
Modifiche dello stile di vita: inizia da subito
Le abitudini quotidiane influenzano direttamente la salute riproduttiva, e cambiamenti consapevoli possono migliorare concretamente i tassi di successo della PMA.
Un'alimentazione favorevole alla fertilità dovrebbe privilegiare cereali integrali come quinoa, avena e riso integrale, verdure a foglia verde come spinaci, cavolo riccio e broccoli, e proteine magre provenienti da pesce, legumi e carni bianche. Frutta secca e semi, in particolare noci, mandorle e semi di lino, forniscono nutrienti essenziali. I grassi sani, presenti nell'olio extravergine d'oliva, nell'avocado e nel salmone, supportano la produzione ormonale. La frutta ricca di antiossidanti, come frutti di bosco e agrumi, contribuisce a proteggere le cellule riproduttive dai danni ossidativi.
Al contrario, è importante limitare o evitare zuccheri raffinati e cibi altamente processati, grassi trans presenti in dolci industriali e fritture, alcol (da eliminare completamente durante il trattamento), e caffeina (massimo un caffè al giorno).
L'attività fisica moderata, come 30 minuti al giorno di camminata, nuoto o yoga, supporta la salute generale e riduce lo stress. È però importante evitare allenamenti eccessivi o ad alta intensità, che possono interferire con l'ovulazione. Mantenere un peso sano, idealmente con un indice di massa corporea (BMI) tra 19 e 25, ottimizza le probabilità di successo della PMA.
L'eliminazione di fattori di rischio è cruciale. Il fumo riduce drasticamente il successo della PMA e deve essere interrotto immediatamente. L'alcol impatta negativamente la qualità degli ovociti e l'impianto embrionale. L'uso di droghe ricreative ha effetti negativi sia sulla fertilità che sulla futura gravidanza.
Preparazione emotiva e supporto psicologico
La PMA può avere un impatto emotivo significativo. Gli ormoni utilizzati durante la stimolazione influenzano l'umore, l'attesa dei risultati crea ansia, e le eventuali battute d'arresto possono risultare emotivamente devastanti.
È normale e legittimo sentirsi contemporaneamente speranzosi, spaventati, frustrati ed esausti. Permettersi di vivere tutte queste emozioni senza giudicarsi è il primo passo verso una gestione sana del percorso. Il supporto di uno psicoterapeuta specializzato in infertilità può fare una differenza sostanziale. Molti centri PMA offrono supporto psicologico integrato, ma è possibile cercare anche professionisti esterni specializzati in questo ambito.
I gruppi di supporto, sia online che offline, permettono di confrontarsi con altre persone che stanno vivendo la stessa esperienza. Parlare con chi comprende davvero cosa si sta attraversando può essere profondamente liberatorio. Su piattaforme come Facebook, Instagram e forum dedicati è possibile trovare community attive e accoglienti.
Tecniche di riduzione dello stress come la mindfulness e la meditazione possono fare la differenza anche con soli 10 minuti al giorno di pratica. Lo yoga specifico per la fertilità utilizza tecniche che non solo riducono lo stress ma migliorano anche la circolazione pelvica. La scrittura di un diario permette di esternalizzare pensieri ed emozioni, alleviando la tensione interna. Esercizi di respirazione, come la tecnica 4-7-8 (inspira per 4 secondi, trattieni per 7, espira per 8), possono essere utilizzati nei momenti di particolare ansia.
È fondamentale mantenere aspettative realistiche. In media, sono necessari 2-3 cicli per ottenere una gravidanza, e questo è assolutamente normale. Preparare la mente alla possibilità di dover affrontare più tentativi riduce la pressione emotiva di ogni singolo ciclo e permette di affrontare il percorso con maggiore serenità.
Pianificazione finanziaria e organizzazione logistica
La PMA rappresenta un investimento significativo dal punto di vista emotivo, fisico e finanziario. Una pianificazione accurata previene stress aggiuntivo durante il trattamento.
È importante comprendere i costi reali prima di iniziare. Alcune regioni italiane coprono la PMA attraverso il Servizio Sanitario Nazionale con pagamento del ticket sanitario, ma le liste d'attesa possono essere molto lunghe, da 6 a 18 mesi. È fondamentale verificare i requisiti specifici nella propria regione. Per quanto riguarda le opzioni private, molte cliniche offrono rateizzazioni da 6 a 12 mesi, prestiti sanitari con tassi d'interesse tra il 4% e l'8%, o pacchetti multi-ciclo con sconti progressivi.

Dal punto di vista logistico, è importante considerare che durante la fase di stimolazione sono necessari monitoraggi ogni 2-3 giorni, che richiedono una certa flessibilità. Alcuni appuntamenti non possono essere programmati con largo anticipo, poiché dipendono dalla risposta individuale ai farmaci. Dopo il prelievo degli ovociti è consigliabile prendersi 1-2 giorni di riposo, mentre dopo il transfer embrionale è raccomandato un riposo relativo per 24-48 ore.
La comunicazione con il datore di lavoro richiede una valutazione attenta di quanto si desidera condividere. Alcune persone preferiscono mantenere la massima privacy, mentre altre trovano utile spiegare la situazione per ottenere maggiore flessibilità negli orari. Non esiste una scelta giusta o sbagliata: dipende dalla situazione personale e dal rapporto con l'ambiente di lavoro.
Comunicazione con partner, famiglia e amici
Il percorso di PMA ha un impatto significativo sulle relazioni più strette. Una comunicazione aperta e onesta previene incomprensioni e rafforza il supporto reciproco.
Con il partner è fondamentale discutere apertamente aspettative, paure e ruoli in ogni fase del processo. È importante concordare come sostenersi nei momenti difficili e riconoscere che ognuno può vivere il percorso in modo diverso, con reazioni emotive e tempi di elaborazione personali. Mantenere degli spazi di coppia "fuori dalla PMA", dedicando tempo a cene, hobby o attività che non ruotino intorno al trattamento, aiuta a preservare l'equilibrio della relazione.
Con famiglia e amici, la decisione su quanto condividere è estremamente personale. Alcune coppie preferiscono la privacy totale, mentre altre trovano forza nel supporto della comunità. È importante stabilire confini chiari fin dall'inizio. Frasi come "Grazie, ma preferiamo non parlarne" o "Ho bisogno di distrazioni, non di parlarne continuamente" sono risposte legittime e aiutano a gestire l'invasività di domande o commenti indesiderati.
I commenti ben intenzionati ma invasivi sono frequenti. Di fronte a frasi come "Rilassati e accadrà!", una risposta efficace può essere "È più complesso di così, ma grazie dell'interesse". Alla domanda "Perché non adottate?", si può rispondere semplicemente "Stiamo valutando tutte le opzioni". Quando qualcuno racconta "Conosco una che ha fatto X e...", è utile ricordare che "Ogni percorso è diverso e personale".
Il ciclo di PMA: cosa aspettarsi passo dopo passo
Comprendere in dettaglio cosa accade durante un ciclo di fecondazione in vitro (FIVET/ICSI) aiuta a ridurre l'ansia e permette di prepararsi concretamente a ogni fase.
La stimolazione ovarica: la prima fase
La stimolazione ovarica dura tipicamente tra i 10 e i 14 giorni e ha l'obiettivo di far sviluppare contemporaneamente più follicoli ovarici, invece del singolo follicolo dominante che si svilupperebbe naturalmente ogni mese. I farmaci utilizzati includono le gonadotropine (FSH/LH), somministrate tramite iniezioni sottocutanee quotidiane, e gli antagonisti del GnRH, che prevengono un'ovulazione precoce e vengono introdotti a metà ciclo.
Durante questa fase sono necessari monitoraggi costanti. Le ecografie transvaginali vengono effettuate ogni 2-3 giorni per misurare la crescita dei follicoli, mentre i prelievi ormonali permettono di ottimizzare i dosaggi dei farmaci in base alla risposta individuale. L'intera fase dura mediamente 10-12 giorni, anche se può variare da persona a persona.
Gli effetti collaterali più comuni includono un gonfiore addominale lieve, tensione a livello pelvico, sbalzi d'umore legati alle fluttuazioni ormonali, stanchezza e una lieve ritenzione idrica. La sindrome da iperstimolazione ovarica (OHSS) è una complicanza rara ma seria, che viene prevenuta attraverso un monitoraggio attento da parte della clinica.
Il trigger shot e il prelievo degli ovociti
Quando i follicoli raggiungono un diametro tra 16 e 22 millimetri, viene somministrata l'iniezione finale di hCG (gonadotropina corionica umana), chiamata "trigger shot". Questa iniezione induce la maturazione finale degli ovociti, simulando il picco naturale di LH che precede l'ovulazione. Il timing è estremamente critico: il prelievo deve avvenire esattamente 36 ore dopo l'iniezione, né prima né dopo.
Il prelievo ovocitario, tecnicamente chiamato pick-up, è una procedura chirurgica breve eseguita in sedazione leggera. Dura circa 15-20 minuti e prevede l'aspirazione dei follicoli attraverso un ago transvaginale guidato da ecografia. Gli ovociti recuperati vengono immediatamente trasferiti in provette sterili mantenute a 37°C.
Durante la procedura non si avverte dolore grazie alla sedazione. Dopo il prelievo è possibile avvertire un fastidio simile a crampi mestruali. Il recupero richiede 2-4 ore in clinica prima delle dimissioni, e si consiglia un riposo completo nelle 24 ore successive. In media vengono recuperati tra 10 e 15 ovociti, ma non tutti saranno necessariamente maturi e utilizzabili.
Fecondazione in laboratorio e coltura embrionale
Nel laboratorio di embriologia, gli ovociti maturi vengono fecondati. Nella FIVET classica, gli ovociti e gli spermatozoi vengono messi in contatto in una piastra di coltura, permettendo la fecondazione naturale in ambiente controllato. Nell'ICSI, invece, un singolo spermatozoo selezionato viene iniettato direttamente nell'ovocita tramite un microago. L'ICSI è obbligatoria quando si utilizzano ovociti precedentemente congelati con social freezing o in caso di severa infertilità maschile.
Il monitoraggio dello sviluppo embrionale avviene quotidianamente. Il giorno 1 viene confermata la fecondazione attraverso la visualizzazione dei pronuclei. Al giorno 3, l'embrione dovrebbe aver raggiunto lo stadio di 6-8 cellule. Al giorno 5, l'embrione si sviluppa in blastocisti, uno stadio più avanzato che indica una maggiore probabilità di impianto.
In alcuni casi viene effettuata una biopsia embrionale per la diagnosi genetica preimpianto (PGT). Questa procedura permette di analizzare il materiale genetico degli embrioni per escludere anomalie cromosomiche o malattie genetiche ereditarie. I risultati della PGT sono disponibili in 1-2 settimane.
Il transfer embrionale e l'attesa
Il transfer embrionale è una procedura estremamente delicata ma completamente indolore, che non richiede anestesia e dura circa 5 minuti. L'embrione o gli embrioni selezionati vengono caricati in un sottile catetere, che viene inserito delicatamente attraverso la cervice fino a raggiungere la posizione ottimale nell'utero. L'intero processo viene guidato via ecografia addominale.
La tendenza attuale della medicina riproduttiva è verso il single embryo transfer (SET), ovvero il trasferimento di un solo embrione, per ridurre significativamente il rischio di gravidanze gemellari, che comportano maggiori complicanze sia per la madre che per i feti. Nelle donne sopra i 38 anni può essere considerato il transfer di due embrioni, dopo attenta valutazione dei rischi e benefici.
Dopo il transfer è raccomandato un riposo relativo per 24-48 ore, evitando sforzi fisici intensi e situazioni di stress elevato, ma non è necessario il riposo a letto assoluto. È fondamentale continuare la terapia di supporto con progesterone fino al test di gravidanza.
L'attesa dei risultati, comunemente chiamata "beta wait", dura 10-14 giorni dal transfer. Durante questo periodo è vietato effettuare test di gravidanza casalinghi, poiché i falsi positivi e i falsi negativi sono molto frequenti e possono causare inutile angoscia. Il test definitivo è il dosaggio ematico dell'ormone beta-hCG, che viene effettuato in laboratorio 12-14 giorni dopo il transfer.

Consigli supportati dalla ricerca scientifica
Le raccomandazioni degli esperti
Secondo il Dr. Gianalfredo Franzoni, specialista in ginecologia e ostetricia, "lo stile di vita ha un impatto significativo sulla fertilità." I fattori modificabili come fumo, alcol e droghe hanno effetti negativi documentati, mentre una dieta sana, l'integrazione con acido folico e vitamina D, e l'esercizio fisico moderato possono rappresentare elementi determinanti. È fondamentale ricordare che la fertilità è una questione che riguarda entrambi i partner: la salute maschile influisce tanto quanto quella femminile sull'esito del concepimento.
Un nutrizionista specializzato in fertilità sottolinea come l'alimentazione sia fondamentale, ma nessun singolo alimento possa fare la differenza in modo immediato. È importante evitare di creare stress aggiuntivo eliminando interi gruppi alimentari. L'approccio più efficace consiste nel passare gradualmente a una dieta basata su cibi integrali con un'abbondanza di scelte vegetali, senza imposizioni rigide che potrebbero generare ansia.
Strategie aggiuntive validate dalla ricerca
Monitorare il ciclo mestruale nei mesi precedenti il trattamento permette di comprendere i ritmi naturali del corpo e identificare eventuali irregolarità da discutere tempestivamente con il medico. Preparare in anticipo una lista di domande per lo specialista è estremamente utile: tassi di successo specifici per il proprio profilo, timeline dettagliata del trattamento, effetti collaterali attesi e risorse di supporto disponibili presso il centro.
La qualità del sonno ha un impatto diretto sulla regolazione ormonale e sui risultati riproduttivi. Dormire tra 7 e 9 ore per notte supporta l'equilibrio ormonale necessario per il successo del trattamento. Il supporto alla salute mentale dovrebbe iniziare precocemente: le pazienti che ricevono counseling o supporto psicologico strutturato riportano livelli di ansia significativamente inferiori e un'esperienza complessiva migliore.
È importante sviluppare una visione a lungo termine del percorso. Prepararsi mentalmente e finanziariamente alla possibilità di dover effettuare 2-3 cicli, che rappresenta la media statistica per ottenere una gravidanza, permette di affrontare ogni singolo ciclo con minor pressione emotiva e maggiore resilienza.
Domande frequenti sulla PMA
- Quanto tempo serve per prepararsi alla PMA?
Idealmente, la preparazione dovrebbe iniziare almeno 3 mesi prima del trattamento. Questo periodo permette di implementare cambiamenti nello stile di vita che supportano lo sviluppo di ovociti e spermatozoi di qualità, oltre a ottimizzare lo stato di salute generale.
- La PMA è dolorosa?
Il prelievo ovocitario viene eseguito in sedazione, quindi non si avverte dolore durante la procedura. Dopo il pick-up è possibile sperimentare crampi simili a quelli mestruali. Il transfer embrionale è completamente indolore. L'aspetto più fastidioso del percorso sono le iniezioni quotidiane durante la stimolazione, che tuttavia diventano rapidamente parte della routine.
- Posso continuare a lavorare durante la PMA?
Molte donne riescono a lavorare durante il trattamento. È necessaria una certa flessibilità per gestire i monitoraggi frequenti, che spesso vengono effettuati nelle prime ore del mattino. Si consiglia di prendersi 1-2 giorni di riposo dopo il prelievo ovocitario e 24-48 ore dopo il transfer embrionale.
- Lo stress può compromettere il successo della PMA?
Lo stress cronico e intenso può alterare l'equilibrio ormonale e la funzione riproduttiva. Gestire lo stress attraverso tecniche di mindfulness, terapia psicologica ed esercizio fisico moderato non solo migliora il benessere emotivo, ma può anche favorire risultati migliori.
- Quanto costa la PMA in Italia?
I costi variano in base alla tecnica utilizzata e al centro scelto. Un'inseminazione intrauterina (IUI) costa tra €500 e €1.000, una FIVET tra €3.500 e €5.500, e un'ICSI tra €4.500 e €7.000 per ciclo. Alcune regioni offrono copertura tramite il Servizio Sanitario Nazionale con pagamento del ticket, ma le liste d'attesa possono essere molto lunghe.
- È sicuro viaggiare durante il trattamento?
La possibilità di viaggiare dipende dalla fase del trattamento. È sconsigliato viaggiare durante il periodo di monitoraggio della stimolazione e nelle due settimane successive al transfer embrionale. Per viaggi pianificati è importante discuterne in anticipo con il centro di PMA.
- Posso fare esercizio fisico durante la PMA?
L'attività fisica moderata è consigliata e benefica. Durante la stimolazione ovarica è importante evitare esercizi ad alta intensità o che prevedano salti e torsioni, per ridurre il rischio di torsione ovarica. Dopo il transfer, si consiglia di limitarsi a camminate leggere per le prime 48 ore.
- Gli embrioni non trasferiti cosa succede?
Gli embrioni di buona qualità non utilizzati nel transfer fresco possono essere crioconservati per utilizzi futuri. La crioconservazione ha un costo annuale tra €300 e €600. Gli embrioni congelati possono essere utilizzati in un secondo ciclo senza necessità di ripetere la stimolazione ovarica.
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